Timonerie Idrauliche Usate: Funzionamento e Manutenzione

Il motore fuoribordo è un motore installato all’esterno della poppa della barca. Questo dispositivo compatto include il gruppo motore, l’elica e la trasmissione in un unico blocco. Che si tratti di un motore fuoribordo nuovo o usato, seguire scrupolosamente le pratiche di pulizia e rimessaggio evita costose riparazioni e contribuisce a mantenere prestazioni ottimali. Come detto, alla fine di ogni stagione è indispensabile effettuare una manutenzione ordinaria minima per garantire la perfetta funzionalità del motore.

Manutenzione Ordinaria del Motore Fuoribordo

Come di consueto, ogni fine stagione, si rende necessaria una manutenzione ordinaria del nostro motore fuoribordo. In generale, un motore ben mantenuto può durare tra le 2.000 e le 4.000 ore di funzionamento. In genere, per motori fuoribordo fissi - cioè bullonati allo specchio di poppa - si fa molto prima ad alare la barca, generalmente sul proprio carrello o in caso di scafi grossi, con travel e invaso su misura. Ormai sono così tanti i collegamenti meccanici, idraulici ed elettrici che diventa difficilmente pensabile sbarcare solo il motore.

Fasi della Manutenzione

  1. Risciacquo del motore: È fondamentale risciacquare il motore con acqua dolce per rimuovere sale, detriti e incrostazioni che possono causare corrosione sul piede del fuoribordo, l'elica, ecc... Nei recenti modelli di fuoribordo non è più necessario dotarsi di cuffia esterna da applicare sulle prese a mare in quanto già di serie è previsto un attacco per il tubo dell’acqua dolce.

  2. Utilizzo di sacconi: Se per tutta la stagione avete usato un “saccone”, un “rimessello”, o un copri piede, lo ringrazierete e vi troverete un motore quasi perfetto. Si tratta, di un sacco in robusto PVC da applicare al piede motore non appena si rientra in porto, e da riempire con acqua dolce. Si fa girare il motore brevemente, poi si spegne e si va a casa. È vero, ci porta via qualche minuto ma allungheremo la vita del motore e spenderemo di meno in fase di invernaggio.

  3. Ingrassaggio delle parti mobili: Una volta effettuato il lavaggio esterno e interno del fuoribordo, vanno ingrassate tutte le parti soggette a movimento: dal trim di controllo immersione al canotto della timoneria, tutti gli snodi, il mozzo, e l'elica. Attenzione al tipo di grasso utilizzato. Sono infatti diverse le tipologie in relazione alla parte da ingrassare.

  4. Cambio dell'olio: Ora non rimane altro da fare che lavare e ripulire la parte interna del motore, e l’unico modo per farlo è cambiare l’olio. Posizionate il contenitore sotto il tappo, sollevate l’astina, aprite il tappo di rabbocco e poi mollate il dado di chiusura sotto. In questo modo la fuoriuscita sarà fluida e non a singhiozzo. Una volta sgocciolato bene, con una chiave a catena smontate il filtro olio e svuotatelo nel contenitore olio esausto. Ora potete tappare il foro inferiore di scarico e riempire il motore con la quantità prevista dal fabbricante. Non lesinate sulla qualità e non versatelo tutto in una volta.

  5. Controllo delle candele: Controllate lo stato delle candele: è fondamentale per assicurare un’accensione efficiente. Il vostro fuoribordo è in lega di alluminio quindi è un metallo molto appetitoso per le correnti galvaniche.

Timoneria a Barra vs. Timoneria Idraulica

Timonare con la barra è sempre stato elemento complesso per i meno avvezzi. Per chi sa usare il timone di una deriva, passare a quello di un natante a motore fuoribordo anni '70 è un passo semplice, ma così non è stato per chi decideva di diventare un marinaretto acquistando un gommone o una barca con motore fuoribordo. Tuttavia, la semplicità di accesso alla piccola nautica non andava di pari passo con l’abilità di conduzione. Purtroppo (o per fortuna) per molti, la manopola lavorava con rotazione contraria a quella delle moto e la barra lavorava con leva opposta alla direzione da prendere. Barra a sinistra, prua a destra e viceversa. Insomma, la domenica al lago o al porticciolo era uno spasso. Se a questo si aggiunge che nelle uscite in solitario il peso rimaneva tutto a poppa, impedendo di fatto qualsiasi visuale se non in planata a 15 nodi, non ci si sorprende se l’uso della timoneria a barra si abbandonò. Finalmente qualcuno (la Zodiac) nel decennio successivo si inventò le prime timonerie centrali che dimezzavano il problema.

Vantaggi della Timoneria Idraulica

L’elica del motore come è noto ha un effetto evolutivo che tende a fare accostare la poppa e con l’aumentare della potenza è difficile e faticoso da controllare senza l’ausilio di un apparato idraulico/meccanico a pistoni. Senza andare nell’HITECH dei grandi yachts, è possibile installare anche sulla nostra barca una timoneria idraulica. Anche qui il fai da te per l’installazione è possibile a patto di avere un minimo di manualità.

tag: #Idrauliche

Leggi anche: