Bagni di Triponzo e Resti del Cervo: Un Viaggio nella Storia Italiana
Il Papa Difende le Persone Umane
«Nessuna vittoria armata potrà compensare il dolore delle madri, la paura dei bambini, il futuro rubato». La verità come riflessione nello studio insieme. La formazione con l’esempio e con l’insegnamento, con la presidenza liceale. La pace nella partecipazione alla vita pubblica ben coordinata, come una cordata insieme.
Pietro Sisti e il Servizio alla Comunità
Pietro Sisti ha testimoniato la ricerca della verità, della pace, della formazione della gioventù della quale ha espresso e sostenuto le istanze e ne ha trasmesso le esigenze. Pietro sin da giovane di estrazione cattolica, si è donato, quando frequentava l’università a Milano dedicandosi anche all’assistenza nell’Istituto per i ciechi.
Ha partecipato al convegno nazionale voluto da Paolo VI, papa Montini, 1976 “Evangelizzazione e promozione umana” che ha promosso la riconciliazione nella presenza cristiana dinamica nel bene comune con forte incoraggiamento per essere operosi tra le profonde modifiche interne alla Chiesa e alla società italiana e mondiale.
Pietro ha collaborato con le Acli con il prof. Rolando Di Mattia. È stato eletto sindaco di Montegiorgio in momenti instabili per l’amministrazione dell’ente pubblico. E’ stata vantaggiosa la sua illuminante operosità nel condividere i dibattiti in cui non cercava di scontrarsi con le persone, piuttosto coinvolgeva gli altri per dare significato al rendersi utili, rispettandosi, nel creare le dinamiche che rendevano il Comune di Montegiorgio ben impegnato a favore della sanità con i volontari nell’ambulanza e con i servizi aggiornati nell’ospedale, inoltre nel sostenere la cultura con convegni e con i servizi della biblioteca comunale. Ha favorito la consapevolezza di “mani pulite”.
Il suo modo benevolo era idoneo ad ispirare la partecipazione di persone Montegiorgesi che migliorassero l’aggiornamento nelle regioni, nelle province e nell’efficienza degli enti pubblici, cercando di prediligere il bene comune. Grazie Pietro.
La Bicicletta nella Storia Cittadina
Dalla viva voce dei nonni e dei bisnonni raccogliamo le notizie per raccontare come la bicicletta ha accompagnato tanti momenti della vita cittadina all’inizio del secolo scorso, quando i giornali non ne parlavano ancora. A Fermo nell’anno 1909 l’Arcivescovo Mons. Carlo Castelli istituì un ricreatorio per la gioventù comprendente le attività sportive e ciclistiche. Nello stesso anno fu iniziato il primo Giro ciclistico d’Italia. Allora la stampa sportiva ha avuto lo stimolo di offrire le cronache delle vittorie infervorate dalla viva partecipazione di molta gente che onorava i vincitori con vigorose acclamazioni di tifoserie e con premi.
I nonni raccontavano la loro bravura in bici goduta con spirito di libera iniziativa. E i nipoti volevano sentirsi autonomi e indipendenti nello “sbiciclettare” su e giù per i percorsi liberi, con destrezza di equilibrio e con sicurezza nelle proprie energie. Alla gioventù non è mai mancato il gusto di sfidarsi sui due pedali con l’impeto dell’azione sportiva e con la gratifica immancabile nel fare amicizia collaborando da gregari nelle gare.
Ricordi di Ciclisti del Passato
Nel raccontare i ricordi dei ciclisti si ritorna ai tempi lontani, agli inizi del secolo 20º. Amedeo Tomassini, classe 1899 che partì sedicenne per la grande guerra del 1915-1918, sopravvissuto, volle procurarsi l’acquisto di una bicicletta guadagnando i soldi con lo scavare i pozzi d’acqua. Come lui, altri appassionati ciclisti amavano raccontare il loro andamento sul percorso stradale a tratti agevole, a momenti impegnativo nello sforzo di spingere in salita e anche nella trepidazione per le pendenze rischiose su strade brecciate scivolose e con micidiali sbandamenti.
La passione per le due ruote spinte sui pedali è stata sempre soddisfacente come sport spontaneo, specie per i ragazzini che godevano la libera iniziativa personale con soddisfazione nell’avventurarsi nell’abilità di evitare eventuali dolorose cadute.
Il Ciclismo nel Fermano e nel Piceno
Nello scrivere qualche notizia sulla pratica della bici la mente dei narratori torna ai racconti dei genitori che dicevano ai figli di aver praticato la bicicletta e così destavano la curiosità nei loro ascoltatori con desiderio a provare anche loro. Con il Giro d’Italia e molte altre manifestazioni nella prima metà del secolo scorso il ciclismo diventò molto appassionante per organizzatori, ciclisti, spettatori, con sogni di vittorie tra gli amici del pedale e con un pubblico di curiosi sempre più numeroso.
Le manifestazioni ciclistiche aumentavano nel coinvolgimento delle popolazioni anche nel territorio Fermano e in quello Piceno e i corridori continuavano a partecipare a gare regionali per giungere a livelli maggiori.
Nel Fermano sempre si distinse la Società Sportiva ciclistica chiamata ‘La Veloce’ del Ricreatorio cittadino San Carlo. Iacopini Antonio chiamato Tonino, classe 1919, ha partecipato a questa società ciclistica ‘La Veloce’ e ricorda che quando era quindicenne, nel 1934, correva a Francavilla per una gara di velocità.
La Rinascita de "La Veloce"
Nel 1952 era direttore del Ricreatorio fermano San Carlo don Federico Lattanzi, un sacerdote laureato che volle promuovere la rinascita della Società ciclista già attiva dai primi anni del secolo con gloriose generazioni di successi. Egli proponeva la riorganizzazione mettendo in programma una corsa ciclistica per il successivo settembre. Coppa Pibigas, per allievi con percorso di 80 km.
L’organizzazione di simili eventi agonistici sui due pedali non era granché difficile in quell’epoca quando le auto e le moto sulle strade erano poche e si potevano chiudere i percorsi del giro ciclistico. Per la sicurezza intervenivano gli agenti di servizio, anche la Polizia Stradale.
La Veloce era una società con un consiglio direttivo che allargava la presenza dei suoi soci e programmava le attività preparatorie per le gare da svolgere, sempre tra le simpatie dei cicloamatori del vasto territorio fermano. Nelle gare La Veloce animava l’andatura iniziale rendendola elevata, con l’attenzione dei tecnici partecipi.
Nel 1953, ad un anno della ricostituzione, i soci reclutati della Veloce erano 170 e c’erano tanti simpatizzanti. Nell’organizzazione delle corse si seguiva l’Unione Nazionale dei Velocipedi. I colori indossati dai velocipedi erano quelli del gonfalone della città di Fermo: rosso e giallo.
Curiosità da Belmonte
Infine riferiamo una curiosità per i Belmontesi: la notizia tramandata da Tonino Iacopini è che nel 1936 ricordava di aver partecipato al circuito di Belmonte che fu piuttosto lungo.
Epigrafi Funerarie Romane
Il libro di Aldo Chiavari “Petriolo (2010)” nell’inserto di iconografia da pag. 208 figura 28 riporta le foto di due iscrizioni funerarie romane riferibili ai decenni dopo la lex sumptuaria legge dell’imperatore Augusto contro il lusso (attorno al 18 a. L’altra epigrafe parimenti su marmo con scolpita la cornice = E. S. T.
Le tipologie sepolcrali nell’antica Roma erano molto varie. I tumuli con monumenti più o meno piccoli, se non edifici, erano costituiti da un cippo con stele ed epigrafe su marmo o travertino.
Michele Hubart e gli Statuta Firmanorum
Nell’archivio storico del Comune di Fermo presso il locale Archivio di Stato si conserva una delle non poche copie dell’elenco delle pergamene che Michele Hubart di Liegi ebbe a sunteggiare per quanto riguardava il governo dello Stato di Fermo con i castelli sottomessi a Statuta Firmanorum e per le relazioni con altre città italiane.
Mentre non ha sunteggiato centinaia di pergamene non riguardanti questo governo, senza indicare Roma. Segue l’elenco dei toponimi castelli, delle Terre e delle città che sono in tale sommario scritto in latino da Hubart. (Si usa qui la traduzione italiana senza ordine alfabetico) tra parentesi () si indica l’attuale comune di 80 toponimi nell’antica diocesi di Fermo; 27 toponimo fuori di questa stessa diocesi, tra cui cittadine come Ancona, Ascoli Pic., Iesi, Fabriano, Loreto, Recanati, Siena, Spoleto e Venezia e altre minori come Accumuli, Acquaviva, Amatrice, Arquata, Brunforte, Castignano, Cossignano, Fabriano, Ferentillo, Monte Lupone, Monte Milone (Pollenza), Norcia, Offida, Porchia, Serra San Quirico; Episcopato e altre località.
Elenco di 107 Toponimi
- FERMO
- Accumuli - Amatrice - Amandola - Alteta (Montegiorgio) - Acquaviva - Ancona - Ascoli (Piceno) - Apezzana (Loro Piceno) Arquata - Belmonte (Piceno) - -Bucchiano (a Monterinaldo) - Borempaduro (San Benedetto del Tronto) - Brunforte (San Ginesio) - Camporo e Carassai - Castignano - Castello Fermano (a Servigliano) - Civitanova - Collicillo (Montegiorgio) - Cossignano - Episcopato Fermano (non castello) - Iesi - Fabriano - Falerone - Francavilla - Gabbiano (a Massa e Fermo) - Grottammare - Gualdo - Guardia (Carassai) - Lapedona - Loro (Piceno)- Loreto - Magliano (di Tenna) - Marano (Cuora Marittima) - Massa (Fermana) - Massignano - Mercato (a S. Benedetto d. T.) - Morico (a San Ginesio) - Mogliano - Monturano - Moresco - Mortula (Montalto) - Morrovalle - Montappone - Montapponello (Montappone e Montegiorgio) - Monte Aquilino (S. Benedetto d. T.) - Montecosaro - Monte Cretaccio (S. Benedetto d. T.) -Montefalcone - Montefiore - Montefortino - Monte Giberto - Montegranaro - Monte Vidon Combatte - Monte Vidon Corrado - Monteleone - Montelupone - Monte Milone (Pollenza) - Monte Passillo (Comunanza) - Monterubbiano - Monte Santo (Potenza Picena) - Monte santa Maria in Georgio (=Montegiorgio) - Monsampietro (Morico) - Monte Sanpietrangeli - Monte Secco (Fermo) - Montone (Fermo) - Monteverde (Montegiorgio) - Monre Ranaldo o Radaldo (Santa Vittoria in Matenano) - Montolmo (Corridonia) - Monte Ferentillo (Ferentillo) - Norcia - Offida - Penna San Giovanni - Petriolo - Petritoli - Poggio san Lorenzo (Montecosaro) - Poggio Santa Lucia (Mogliano) - Ponzano - Porchia (Montalto) - Porto Fermano (Porto San Giorgio) - Rapagnano - Ripatransone - Ripacerreto (Montegiorgio) - Recanti - Sant’Andrea (Ripatransone) - Sant’Angelo in Pontano - Santa Vittoria (in Matenano) - Sarnano - Sant’Elpidio Morico (Monsampietro M.) - Sant’Elpidio a Mare - San Ginesio - San Benedetto del Tronto - Servigliano - San Giusto bis (Monte S.
Il Santuario Loretano
Abbiamo saputo che il diletto figlio Alessandro Greco di Loreto intende far stampare a proprie spese nella nostra città di Loreto un libro intitolato “Santuario Loretano” del diletto figlio nostro Antonio Salt presbitero spagnolo di Valenza che l’ha scritto in lingua spagnola e al presente è tradotto in lingua italiana da un altro e con ciò egli tuttavia ha timore che altri che cercano guadagno dal lavoro altrui si adoperino a stampare questo stesso libro con danno per il detto Alessandro e pertanto egli fece fare una supplica rivolta umilmente a Noi affinché ci disegnassimo, di benignità Apostolica, di provvedere opportunamente su ciò: Noi pertanto vogliamo accondiscendere con speciali favori al detto Alessandro e con grazia decidiamo che egli sia dichiarato innocente e sarà assoluto da sentenze Ecclesiastiche di sospensione, di interdetto da altre pene e censure che siano date in qualsiasi modo fosse stato coinvolto per qualsiasi causa, occasione giuridica o umana, se mai ciò fosse avvenuto, in conseguenza solamente di tali fatti presenti.
Noi siamo propensi alla supplica di tale tipo a favore di Alessandro in modo che nel prossimo decennio da calcolare dalla prima stampa del detto libro, purché tuttavia egli abbia approvazione antecedente dal Venerabile fratello il Vescovo Lauretano per cui nessuno sia nell’Urbe, sia nel restante Stato Ecclesiastico sottomesso a lui in modo diretto o indiretto, possa né valga vendere uomini di vendita o proporla del libro stampato da altri, né stamparlo senza la specifica autorizzazione del detto Alessandro o dei suoi eredi e successori o di chi ne abbia ragione. Questo Noi concediamo e favoriamo di autorità Apostolica per mezzo del presente scritto. Noi pertanto proibiamo a tutti i fedeli dell’uno e dell’altro sesso, soprattutto a tipografi e librai sotto pena di scomunica e multa di 500 ducati d’oro di camera dei libri e della intera tipografia applicando una parte alla camera apostolica, un’altra parte lo stesso Alessandro e per la restante terza parte a favore dell’accusatore e del giudice esecutore e ciò in modo irreversibile per il fatto stesso, senza alcun altra dichiarazione, in modo che nessuno osi nè presuma nell’Urbe e nel restante anzidetto Stato Ecclesiastico, né stampare, né avere in vendita, né proporla, senza l’autorizzazione per tale libro, in nessun altro modo.
Pertanto diamo ordine ai diletti figli nostri e ai Delegati della Sede Apostolica, ai Vicedelegati, o Presidenti, ai Governatori, ai Pretori, agli altri ministri delle Province, delle Città, delle Terre e dei luoghi dello Stato Ecclesiastico anzidetto, che diano assistenza, presidio, difesa al detto Alessandro ed ai suoi eredi e successori e a chi ne ha ragione, per le cose espresse e quanto detto sopra, ogni qualvolta ne siano richiesti dallo stesso Alessandro. Ai suoi predetti eredi: facciano senza remissione dell’esecuzione contro chiunque non sia obbediente, nonostante qualunque Costituzione e Ordine apostolico e qualsiasi Statuto e consuetudine anche con giuramento e conferma apostolica e nonostante qualsiasi altra validazione che sia in contrasto alle cose anzidette ed in qualsiasi modo concesse e approvate che siano in contrasto. M. A. Nel nome del Signore. Amen. una, e l’altra Signat.
Consacrazione del Santuario
CONSAGRO umilmente a V, S, Illustriss. Il Maestoso Santuario Loretano, piccolo parto del mio corto ingegno, però opra immensa in piccolezza ristretta per trattar di Maria. Non lo dedico acciò mi protegga, ò difenda da gl’Aristarchi, ò Critici: poiche il secondo sarìa empietà (trattando della Madre di Dio) di chi armasse la sua audace, e mordace lingua contro il suo Cielo: e il primo m’assicura la sperienza: percioche havendo questo Santuario nel suo primo arrivo à questi paesi trovato la protettione della Casa di V. S. Illustriss. riconosco per suo primiero benefattore Bonifacio VIII, dell’Eccellentiss casa Gaetana, il quale contanto gli illustrò il suo Pontificato con la la protettione di esso; giudico superfluo ricercare il suo favore, tenendolo per sicuro, per discendere ella dall’istessa prosapia, per haver col materno latte succhiato il cordiale affetto a questa grande Madre, e governare attualmente la sua Casa, e Città con la prudenza che tutto il Mondo vede.
Consagrolo dunque non perché lo difenda, ma perché lo legga, leggendolo contempli la grandezza immensa di esso registrata in pochi fogli dell’in molti, che in varij libri si trovano sparsi; perche dedicar libri di conti con quel solo fine tengono li Savil esser vanità della quale fanno capitale li presuntuosi; consagrarli à quelli che non sanno leggerli è più tosto disprezzarli, che favorirli, imbattendosi l’autore in un mal Padrone, e etiandio con sospetto d’essere tassato se non dell’intento, almeno di non buon’intendimento. Historie umane, che distesamente la scrivono: dove potranno leggere tutti del nobilissimo sangue d...
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