Bagni Ultima Spiaggia: Storia e Servizi
Di spiagge ne ho viste tante ma questa è diversa perché è l’ultima spiaggia: l’ultima in Italia. Mi trovo a pochi passi dal confine sloveno e un cippo segna il limite che una volta era invalicabile. Il valico di Lazzaretto è lì a pochi metri ed ora è soltanto un vago ricordo. Sulla pietra una scritta indica R. d’Italia.
La si può interpretare come una “R’ di Regno, vista l’antichità, ma anche la “R” di Repubblica va egualmente bene. Mi sono informato: è una “R” di Repubblica perché il Regno d’Italia comprendeva tutta l’Istria e la Dalmazia.
Oggi è un confine aperto, senza controlli. Non te ne accorgi di oltrepassarlo; solo qualche cartello che indica i nuovi limiti di velocità in Slovenia ti mette in guardia di non essere più in Italia. Devi stare attento perché qui non si scherza con la “milica” (la c si legge z come in mazza) i famigerati poliziotti con l’auto blu e bianca.
Ora il confine è solo segnato, il bagno qui una volta era impensabile con le guardie che non ammettevano intrusioni. Guardie che incutevano timore e che era meglio non contraddire.
L’acqua è bassa, per fortuna si tocca per un lungo tratto. La spiaggia è libera e non si paga. Noi a Trieste diciamo di andare al bagno per dire andiamo al mare. Ecco perché si vedono tante persone entrare in acqua, allontanarsi lentamente dalla spiaggia guardandosi alle spalle, per poi fermarsi facendo finta di niente.
Oggi questo tratto di spiaggia è stato allietato dalla presenza di un cigno bianco che, dicono, vive lungo questo tratto di mare solitariamente. È comparso all’improvviso calandosi dal cielo, proprio a pochi metri dal mare come un angelo bianco.
Vedo quasi sempre le stesse facce, ognuno ha marcato il proprio territorio con asciugamani, sdraio e lettini, e guai a chi osa violare quella “proprietà” consolidata: ti guardano di brutto come a dire: “Ma proprio qua dovevi spiaggiarti? Vai più avanti, che la spiaggia continua.
La Direttiva Bolkestein e il Futuro delle Concessioni Balneari
Cinque, forse sei anni, sempre che l’Unione Europea accetti la proposta del governo italiano. Dopodiché il “monopolio” delle spiagge finirà. I titolari di concessioni non ne otterranno più il rinnovo automatico che ha garantito per decenni affari d’oro alle imprese balneari.
I contratti di locazione scadranno, l’arenile tornerà di proprietà dello Stato che lo assegnerà al miglior offerente con una gara ad evidenza pubblica, per altri sei anni, e così via. Una rivoluzione, soprattutto per l’Italia la cui gestione delle spiagge ha sempre fatto storia sé, per privilegi (i canoni versati al Demanio sono spesso irrisori) ma anche per qualità dei servizi forniti alla clientela.
Sono gli effetti della direttiva Bolkestain, sulla libera circolazione dei servizi nel mercato interno, in vigore dal 2006, ma mai applicata nel nostro Paese. Adesso i nodi vengono al pettine. O l’Italia si adegua o paga pesanti sanzioni. Si tratta solo di capire se Bruxelles accetterà di concedere un ulteriore slittamento. L’ultimo.
Il Caso di Gatteo a Mare
A Gatteo a mare, in Emilia Romagna, il litorale è interamente occupato dagli stabilimenti balneari. L'accesso in acqua è libero, ma per tutto il resto bisogna pagare. Un'anomalia italiana, come i prezzi stracciati delle concessioni che la direttiva Bolkestein minaccia di stravolgere.
La ruota panoramica dista pochi metri dai palazzoni in cemento armato costruiti nei decenni passati, molti dei quali ospitano alberghi a tre stelle che si affacciano sugli stabilimenti balneari numerati e coloratissimi. Poi è solo un’infinita distesa di lettini e ombrelloni che termina a ridosso della battigia, circa cinque metri di spiaggia bagnata giorno e notte dalle onde. Qui è vietato fermarsi e stendere il telo da mare: è permesso solo transitare, come ricordano i cartelli piantati dalla Regione Emilia Romagna.
Gatteo - che include la frazione di Gatteo a mare - è l’unico comune costiero italiano senza una spiaggia libera. L’accesso in acqua è consentito - per legge non potrebbe essere altrimenti - ma chi vuole prendere il sole o posare indumenti, borsa e oggetti personali deve necessariamente affittare ombrellone e lettino.
Da queste parti è sempre stato così, o almeno dalla fine degli anni Cinquanta, quando mare e tintarella diventarono per milioni di italiani il passatempo estivo preferito.
Gli ottocento metri di spiaggia sono tutti occupati dagli stabilimenti - una trentina circa - che pagano canoni irrisori (nell’ordine di 3-4mila euro all’anno) per una concessione che nei decenni non è mai stata messa in discussione. Nulla di eccezionale per la riviera romagnola, tra i comprensori turistici balneari più conosciuti d’Europa, dove con una spesa contenuta è possibile regalarsi una vacanza dignitosa.
La zona, più che per la bellezza delle acque, è rinomata per i tanti servizi offerti ai clienti: i lidi sono costruiti ad hoc per ospitare famiglie e bambini, i gestori sono maestri dell’accoglienza e nulla è lasciato al caso. Basti pensare che a fine giornata, quando gli ultimi bagnanti si ritirano, un esercito di operatori pulisce e ripiana la spiaggia, che alle otto di sera brilla come un gioiello.
L’importante, però, è non confondere i piani: da un lato la riconosciuta qualità e professionalità di chi offre il servizio, dall’altro il sacrosanto diritto dei cittadini di usufruire di una spiaggia libera che non c’è. Gatteo ha questa lacuna, enfatizzata dall’ultimo Rapporto di Legambiente, che pone la località romagnola in vetta alla classifica dei comuni costieri con la maggiore occupazione di spiagge in concessione.
"Ci sono spiagge pubbliche a Savignano e a Cesenatico, distanti meno di un chilometro", spiega il sindaco Roberto Pari, che riconosce come l’assenza di uno spazio libero rappresenti un punto a sfavore per il comune che amministra.
Le Sfide Future
Spiaggia libera a parte, ciò che preoccupa sindaco e gestori è l’applicazione della direttiva Bolkestein e la liberalizzazione del mercato dei servizi: a partire dal 2024, infatti, le concessioni di tutte le spiagge italiane verranno messe a gara e l’equilibrio attuale potrebbe essere stravolto. A Gatteo, in particolare, rischia di verificarsi una situazione paradossale, con i proprietari degli stabilimenti che potrebbero non aggiudicarsi la gestione delle spiagge attigue.
Vent’anni fa, infatti, il comune ha deciso di vendere i terreni sui quali sono stati costruiti i lidi, la striscia di asfalto che precede la spiaggia, tanto per intenderci. Con la Bolkestein, qualora altri soggetti dovessero aggiudicarsi la concessione, questi si ritroverebbero senza uno stabilimento.
"Per i vincitori del bando un investimento del genere non sarebbe sostenibile", osserva Massimo Bondi, titolare dell’omonimo bagno e da trentuno anni presidente della Cooperativa bagnini di Gatteo a Mare, che aggiunge: "Siamo consapevoli che i canoni delle concessioni debbano essere rivisti, ma in tutti questi anni abbiamo offerto servizi a prezzi molto bassi. Qui con venti euro prendi due lettini e un ombrellone, usufruisci dei servizi e puoi fermarti dalle otto del mattino alle otto di sera. In altre zone d’Italia queste tariffe non esistono".
Gli fa eco il sindaco: "È giusto rivedere il sistema delle concessioni, ma non possiamo dimenticare i gestori che fino ad oggi hanno offerto un ottimo servizio, investendo cifre importanti per mantenere uno standard qualitativo alto. Penso abbiano diritto quantomeno a un diritto di prelazione".
Un Problema Più Grande
Il dibattito sulla spiaggia libera e sulla gestione delle concessioni rischia però di offuscare altri temi importanti. "Nessuno parla dell’innalzamento del livello del mare - denuncia Occhipinti - nonostante, di recente, la Regione abbia speso circa 20 milioni di euro per il ripascimento con sabbie sottomarine (circa 1 milione e 500mila metri cubi, provenienti da giacimenti off-shore individuati a circa 40 miglia al largo della costa regionale ndr).
Una cifra considerevole per rinforzare il litorale adriatico dall’erosione costiera, con le spiagge che si accorciano a ritmi impressionanti. Noi denunciano questa mancanza di consapevolezza ma pochi ci ascoltano, in Italia si pensa solo e sempre agli affari".
| Comune | Caratteristica |
|---|---|
| Gatteo a Mare | Unico comune costiero italiano senza spiaggia libera. |
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