Cosa vedere a Canicattini Bagni: Un viaggio tra arte, cultura e tradizioni siciliane

Canicattini Bagni, incastonata nel cuore del territorio ibleo, è una città ricca di storia, arte e tradizioni. Definita un paesaggio culturale dall'UNESCO, offre ai visitatori un patrimonio che si estende dagli spazi urbani a quelli rurali, creando un'esperienza unica.

Le Chiese di Canicattini Bagni: testimonianze di fede e arte

Chiesa Santa Maria degli Angeli (Chiesa Madre)

Edificata a partire dal 1852 sul sito di una preesistente chiesa baronale, la Chiesa Madre fu completata nel 1888. Il progetto originario prevedeva tre navate, con cupola e abside, ma nel tempo ha subito vari rimaneggiamenti. La facciata, in stile Liberty con un campanile ottagonale, si erge imponente nella parte centrale. Sia frontalmente che lateralmente, presenta aperture ad arco per le tre campane e culmina con un orologio retto da due angeli.

Internamente, l'altare maggiore nella navata centrale è sormontato da un grande quadro raffigurante la Madonna dell'Assunta del Tiziano. L'abside presenta una volta a calotta con pregevoli pitture. Le navate laterali ospitano antichi battisteri e altari con statue.

In fondo alla navata di destra si trova la cappella con l'altare che custodisce il venerato simulacro di San Michele Arcangelo, patrono di Canicattini, mentre in quella di sinistra si trova la cappella con l'altare del Santissimo.

Chiesa Anime Sante del Purgatorio

Probabilmente la più antica del paese, questa chiesa settecentesca si distingue per i conci di chiave degli archi della torre campanaria e le sfere ornamentali in pietra da taglio poste sulla copertura del campanile. Il prospetto di questa chiesa è un esempio dello stile Liberty che caratterizza Canicattini Bagni.

Musei: Un viaggio emozionale nella storia e nelle tradizioni

Museo dei sensi, del Tessuto, dell'Emigrante e della Medicina Popolare

Questo museo antropologico offre percorsi espositivi emozionanti all'interno di un'abitazione dei primi del '900, finanziata dagli emigranti. La costruzione, affidata a capomastri dell'epoca, rappresenta un ponte tra la Sicilia e l'America, rievocando la vita passata attraverso lettere, cartoline, valigie e fotografie.

Il percorso espositivo dedicato al tessuto è legato al gineceo delle famiglie del secolo scorso, con stoffe e ricami che narrano i momenti intimi della vita femminile. All'ingresso, delimitato da un arco in pietra intagliata, si trovano attrezzi da lavoro dell'epoca. Nel "Puzzu Luci" vi sono esposti attrezzi agricoli e piante mediterranee usate all'epoca come coloranti.

Nel "Majazzè" vi sono conservati una culla ad amaca ("Naca a vientu") e una cucina a legna di allora ("Tannura"). Nella "Stanza re Picciriddi" troviamo oggetti legati al culto di "San Paolo Apostolo" e al cosaiddetto culto dei "Ciarauli" di Solarino e Palazzolo Acreide, tra cui una statuetta dell'Apostolo e un boccaccio contenente una vipera perfettamente conservata sott'olio. La cucina è caratterizzata dal grande forno scuro dove si cucinavano quasi esclusivamente "Scacci" e "Impanati " per Natale.

Altri luoghi di interesse

Ponte di Sant'Alfano

Costruito nel 1796, il Ponte di S. Alfano è la porta monumentale in pietra che collega il paese all'ex feudo S. Alfano. L'opera è composta da un'apertura ad arco sostenuta da due pareti con nicchie delimitate da colonne in rilievo. All'interno delle nicchie sono poste due statue in pietra da taglio, raffiguranti Currarinu e Calamaru.

Funtana re canali

Elegante fontana in pietra bianca in stile Liberty, provvista di una vasca semicircolare e una colonna con quattro mascheroni grotteschi da cui fuoriesce l'acqua.

Tradizioni e Folklore

Palio di San Michele

Una tradizione che si ripete da oltre 30 anni all'inizio del mese di settembre, il Palio di San Michele rappresenta uno spaccato storico degli usi e dei costumi della comunità canicattinese di fine ‘800 inizio ‘900, e nello stesso tempo l’identità della cultura siciliana e la devozione della stessa nei confronti del Santo Patrono San Michele, promuovendo, altresì, il sistema turistico locale e le risorse paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche del territorio.

I festeggiamenti per il Santo Patrono San Michele Arcangelo sono ricchi di eventi come il mini Palio di San Michele e il Palio tradizionale.

Enogastronomia

I piatti tipici di Canicattini Bagni sono legati alla tradizione della cucina contadina, povera e genuina. Canicattini Bagni è nota per la sua prelibata pasta casereccia, in particolare i "Cavati". Tra i diversi piatti tipici, si possono degustare: I taccuna, i maccheroni di casa, i lasagnula con pallottine, una lasagna impastata con uovo, cotta nel brodo di gallina, assieme a polpettine di carne, la scilla, una versione locale, quasi simile alla polenta, ma preparata con farina di grano duro in brodo di broccoletti, le trote alla stimpirata e la salsiccia ai broccoletti.

Tra le verdure, sono da assaggiare: l’asparago selvatico cucinato o con le uova o con il riso, i carciofi ripieni, i peperoni arrostiti, le fave a riminella, servite al dente con olio d’oliva, sale ed origano. Per ultime le focacce e pizze: U scacciuni e u cudduruni.

Canicattini Bagni: Un'esperienza indimenticabile

Canicattini Bagni può essere visitata tutto l'anno. La città è stata definita un paesaggio culturale, poichè il suo patrimonio culturale non è confinato solo nel ristretto ambito urbano ma anche nei suoi spazi rurali. Il suo centro storico presenta significativi esempi del gusto artistico del Art Nouveau e costituisce un fenomeno interessante nel panorama del Liberty minore siciliano.

Lo stile Liberty a Canicattini ebbe una stagione lunga e ricca di opere: il Palazzo Ajello, piccolo gioiello architettonico; il prospetto della chiesa delle Anime Sante del Purgatorio Purgatorio; il fonte battesimale della Chiesa Madre Santa Maria degli Angeli; il prospetto della Chiesa di Maria Santissima Ausiliatrice; palazzo Carpinteri Gozzo, oggi palazzo comunale; palazzo Messina Carpinteri; la Villa Comunale; numerosi prospetti di abitazioni civili (tra cui spiccano quelle di Via Vittorio Emanuele III, n. 152 e di via Garibaldi n.

L'origine del borgo è simile a quella di molti centri siciliani sorti nella stessa epoca. Ufficialmente Canicattini Bagni è fondata il 21 luglio 1682 dal barone Mario Daniele che chiese ed ottenne dai Viceré di Sicilia la concessione della licentia populandi, decreto che permetteva (dietro pagamento di grandi somme di denaro e con vantaggi indiscussi per i baroni dell’epoca) la fondazione ex-novo di borghi. L’elemento acqua, presente in grande abbondanza in tutto il suo territorio, aveva infatti favorito sin dall’antichità la formazione di insediamenti rupestri le cui testimonianze più remote risalgono al paleolitico.

Le numerose necropoli-bizantine, il villaggio di Contrada Cavasecche, ancora fiorente in epoca bizantina e l’esistenza di un “Casale Cannicattini” in epoca medievale testimoniano, inoltre, una continuità di utilizzazione del territorio e di insediamento umano che non si è mai interrotta. Secondo alcuni studiosi Canicattini sarebbe la trascrizione dall’arabo di Khanday at-in, ovvero il fossato del fango; secondo altri invece il toponimo deriverebbe dall’arabo Yhan o Ayn e dal latino neatinum o netinum cioè “fontana che scorre nel territorio di Noto”. A partire dal 1630 circa, grazie alla accorta politica del barone Girolamo Daniele s’incrementò la produttività e migliorarono le condizioni di vita nel feudo.

Canicattini Bagni è una città circondata da alberi d'olivo da cui si ottengono fragranti olive da tavola o da olio. Le olive da tavola si presentano piuttosto succose e vengono conservate sotto olio extravergine d'oliva ed insaporite con ortaggi o aromi vari. Vi sono molte fattorie in cui vengono allevati ovini e bovini il cui latte viene utilizzato per ottenere gustosi formaggi e latticini.

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