Dopo mangiato si può fare il bagno: mito o realtà?

“Non fare il bagno dopo mangiato”. Quante volte le mamme lo ripetono ai piccoli che non riescono a resistere alla tentazione di un tuffo, complice il caldo o la voglia di divertirsi in acqua. Specialmente in spiaggia, l'opinione è divisa: tra chi, supportato da aneddoti e esperienze personali, vede la pausa come essenziale, e chi invece la ritiene irrilevante. Ma, al di là delle tradizioni e delle chiacchiere da ombrellone, cosa dice la scienza a riguardo?

La Scienza Contro il Mito

Come orientarsi tra la “saggezza popolare” tramandata da generazioni di nonne e mamme e l’onnisciente internet che parla, invece, di fake news? La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCEO), in un articolo pubblicato sul web nel 2018 nella rubrica “Dottore, è vero che…?” sottolinea che non esistono ancora evidenze scientifiche che sostengano l’opportunità o meno di fare il bagno a stomaco pieno, proprio perché è difficile organizzare studi o raccogliere casistiche che dimostrino una tesi o l’altra.

Quello relativo alle tre ore di attesa per fare il bagno dopo aver mangiato è un mito. A tal proposito, infatti, non esistono prove scientifiche che dimostrino che immergersi in acqua dopo pranzo faccia male. L’International Life Saving Federation, l’organizzazione mondiale per la sicurezza in acqua, ha smentito tale convinzione e ha dimostrato che ci sono pochissime correlazioni tra i pasti prima del bagno e il rischio di annegamento.

Fare il bagno dopo mangiato fa male? Chiariamolo subito: la risposta è no. Non ci sono infatti prove scientifiche che sostengano la correlazione tra il bagno dopo mangiato e un ipotetico malore, come conferma anche la International Life Saving Federation (l'organizzazione mondiale per la sicurezza in acqua). Fare il bagno dopo mangiato, dunque, non fa male, e non ha senso costringere i bambini ad aspettare tante ore prima di immergersi nuovamente in acqua.

Come Funziona la Digestione

La digestione è un processo biologico complesso e fondamentale, che vede diversi organi lavorare in concerto. Tra questi, lo stomaco, l'intestino, il fegato e pancreas, collaborano nella metabolizzazione degli alimenti, trasformandoli in molecole utilizzabili per la produzione e lo stoccaggio di energia. In situazioni di riposo circa il 25% del volume di sangue pompato dal cuore viene distribuito al tratto gastrointestinale. Questa percentuale aumenta durante la digestione, a discapito di altri organi, a dimostrazione dell'intensa attività che avviene per assicurare la corretta metabolizzazione del cibo.

Dopo aver consumato un pasto, stomaco e intestino necessitano infatti di molto ossigeno, trasportato attraverso il flusso sanguigno, per poter digerire e trasformare il cibo ingerito. Gli alimenti non hanno tempi di digestione univoci, cambiando in maniera anche considerevole da individuo a individuo e dipendendo da fattori quali velocità di masticazione, acidità gastrica e motilità intestinale. In generale, i tempi di digestione aumentano in misura proporzionale al contenuto di grassi, diminuendo, invece, quando il cibo viene masticato con cura, quando è adeguatamente cotto oppure quando ha una consistenza liquida. A titolo indicativo, pesce e carboidrati vengono generalmente digeriti nel giro di 1 o 2 ore, mentre per una bistecca di manzo ne servono da 3 a 4, arrivando fino a 5 per il maiale.

Congestione e Annegamento: Facciamo Chiarezza

Il termine "congestione" indica un blocco digestivo (blocco intestinale da freddo o congestione dello stomaco). Con il termine congestione s’intende un blocco digestivo dovuto a un repentino sbalzo termico. Nello specifico, a causa del brusco cambiamento della temperatura esterna, si verificherebbe un minore afflusso di sangue allo stomaco durante la digestione. Il sangue viene richiamato nelle aree periferiche del corpo per mantenere la temperatura basale, e questo può rallentare o bloccare la digestione.

La questione centrale si focalizza sulla ridistribuzione del flusso sanguigno tra i vari organi durante la digestione. Con un flusso sanguigno potenzialmente ridotto, l'ossigeno disponibile per i muscoli e lo stomaco potrebbe diminuire. Questa circostanza secondo alcuni potrebbe causare crampi, contrazioni involontarie e spasmodiche dei muscoli scheletrici. La realtà è che, anche dopo un pasto abbondante, il nostro corpo ha una quantità sufficiente di sangue per garantire la funzionalità di tutti gli organi, pertanto il rischio di malessere é abbastanza remoto.

Per quanto riguarda il rischio di annegamento post-prandiale, non ci sono prove concrete che lo collegano direttamente al consumo di un pasto. Sebbene la digestione possa influenzare la distribuzione del flusso sanguigno nel corpo, casi estremi come l'annegamento sono rari e sono spesso influenzati da altri fattori. Organizzazioni di rilievo mondiale come l'Organizzazione Mondiale della Sanità non forniscono avvertenze specifiche sul nuoto dopo i pasti. Ciò suggerisce che, sebbene la digestione possa avere effetti temporanei sul nostro benessere, non rappresenta un rischio immediato quando si tratta di sicurezza in acqua.

Consigli Pratici e Precauzioni

La diatriba non sembra essere sulla questione se fare, oppure non fare, il bagno a stomaco pieno, ma piuttosto sulì quando sia più opportuno tuffarsi. Sicuramente non è opportuno fare una lunga nuotata o un’attività fisica molto intensa (gare, tuffi, allenamento ecc.) quando si è mangiato oppure bevuto troppo, se fa molto caldo e l’acqua del mare/lago è molto fredda. “Quello che avviene è uno squilibrio nella circolazione del sangue perché, dopo un pasto, soprattutto se abbondante, il suo afflusso verso lo stomaco aumenta notevolmente. La digestione, infatti, richiama verso lo stomaco il sangue disponibile rendendolo meno disponibile a livello celebrale e questo spiega il perché, a volte, dopo mangiato si prova un senso di stanchezza e sonnolenza.

Regola principale, dunque, è il buonsenso: prima di fare un bagno, cerchiamo di valutare la temperatura dell'acqua, facendo attenzione quando è troppo fredda. Prima di fare il bagno, evitiamo grandi abbuffate, cibi pesanti o grandi quantità di cibo. Attenzione: in realtà, la prima causa di blocco digestivo è l'assunzione di bevande ghiacciate, che causano un forte sbalzo termico.

Un rischio più concreto, anch'esso legato allo shock termico, è di avere una sincope. L'improvviso cambio di temperatura può portare infatti ad una reazione del sistema nervoso che determina un calo di pressione, con il conseguente rischio di svenimento, o in casi più gravi di arresto della circolazione. È per questo motivo che è sconsigliato tuffarsi direttamente in acqua se si è molto accaldati - è il motivo per cui i nuotatori fanno una doccia fredda prima di una gara.

Oltre alle regole di buon senso, come evitare di abbuffarsi quando si è in spiaggia e prestare attenzione in caso di correnti particolarmente forti, può essere utile tenere a mente alcune importanti accortezze per evitare qualsiasi rischio quando si fa il bagno in mare. Soprattutto in caso di acqua particolarmente fredda, è importante immergersi gradualmente, così da scongiurare lo shock termico. È poi da evitare l'attività sportiva subito dopo aver mangiato, in particolar modo se si è esagerato con le quantità. Lo sport richiede infatti un considerevole dispendio di energia, energia che sarebbe dunque sottratta alla digestione.

Tabella dei tempi di digestione approssimativi:

Alimento Tempo di Digestione Approssimativo
Pesce e Carboidrati 1-2 ore
Bistecca di Manzo 3-4 ore
Carne di Maiale Fino a 5 ore

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