Bagno Elena: Storia, Servizi e Controversie sulla Spiaggia di Posillipo
Bagno Elena, una splendida location nella baia di Palazzo Donn'Anna, rappresenta un'eccellenza della zona. Infatti, dal 1840 ospita i clienti che desiderano trascorrere piacevoli ore di relax in un contesto sofisticato ed elegante. La posizione strategica tra i palazzi storici Donn'Anna e Guercia e le qualità tipiche delle spiagge vulcaniche, rendono Bagno Elena un luogo unico dove godere del sole e del mare di giorno, mentre, la sera, si trasforma in un luogo di festa e divertimento nella suggestiva cornice di Posillipo.
Servizi Offerti
La spiaggia è suddivisa in tre aree principali: il pontile centrale è adibito ad area solarium privée e attrezzato con comodi lettini per prendere il sole, mentre, le due spiagge laterali sono ideali per le famiglie con bambini e per coloro che desiderano affittare ombrelloni, sdraio, sedie ecc. Per una pausa caffè, un gradevole pranzo in riva al mare o un aperitivo, Bagno Elena mette a disposizione un servizio di ristorazione eccellente con il suo Beach Bar, che offre piatti caldi e freddi, caffetteria, cornetteria, american bar, menù dedicato ai più piccoli, piatti vegetariani e proposte gastronomiche ideali per tutte le esigenze. Chi desidera gustare i piatti tipici della tradizione campana potrà recarsi a Il Ristorantino.
- WiFi
- Bar
- Ristorante
- Cabine
Controversie Legali e Rimodulazione della Spiaggia
Pubblicata la gara per le concessioni balneari a Posillipo. Si tratta della spiaggia finora occupata in parte anche dallo storico Bagno Elena, lido centenario partenopeo. L'area sarà divisa in tre lotti, due di mille metri quadrati, il terzo (sulla spiaggia delle Monache) di 500. Più spazio alla spiaggia libera e i gestori privati dovranno garantirne sicurezza e pulizia.
Il lungo contenzioso con il vicino ristorante Palazzo Petrucci, che vuole a sua volta gestire un pezzo di arenile, si è concluso il 16 luglio con l'ordinanza del Consiglio di Stato che ha confermato al sentenza di primo grado del Tar di Napoli annullando la delibera di proroga delle concessioni balneari. Si tratta di una procedura di evidenza pubblica europea per la concessione di tre lotti di arenile lungo la costa cittadina di Napoli, a Posillipo - spiega l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. I lotti oggetto di gara sono tre: due di circa mille metri quadrati ciascuno presso l'arenile di Posillipo e uno di circa 500 metri quadrati presso la spiaggia delle Monache.
Viene approvata, quindi, una mini-proroga tecnica al Bagno Elena fino all'aggiudicazione definitiva, così come da indirizzi della magistratura amministrativa. Lo storico lido napoletano, quindi, potrà vedere assicurata la stagione balneare di quest'anno. Ampliata la spiaggia libera, è la metà di tutta l'area. La spiaggia di Posillipo, oggetto di un annoso contenzioso, ad ogni modo, è stata ridisegnata. I tre lotti oggetto di gara coincidono solo parzialmente con le aree già assegnate in concessione. Qui, spiega l'Autorità Portuale, potranno continuare ad esercitarsi le attività fino al completamento delle procedure di assegnazione.
"Gli atti di gara - viene specificato - sono stati definiti contemperando le esigenze pubbliche ampliando, tra l'altro, gli spazi di spiaggia libera prevedendo, quindi, la destinazione di quasi il 50% degli arenili a libera fruizione". Agli operatori economici partecipanti al bando è richiesto, tra l'altro, la fornitura di servizi anche per le adiacenti spiagge libere, tra cui l'assistenza e il salvataggio, la pulizia e la manutenzione anche nei mesi invernali delle stesse. Per le aree demaniali marittime non oggetto della procedura descritta, l'Autorità ha avviato un approfondimento con le altre amministrazioni competenti per verificare la fruibilità delle stesse al pubblico e libero uso.
L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale "conferma il suo impegno per la trasparente e efficiente gestione degli arenili pubblici cittadini, assicurando al contempo l'efficace governo delle risorse pubbliche". Il Beach Club ipotizzato da Palazzo Petrucci sul tratto della spiaggia di Posillipo a Napoli è più vicino: il Bagno Elena, infatti, ha perso anche il ricorso al Consiglio di Stato. La disputa legale, che riguarda la proroga della concessione balneare al lido sulla baia, si è risolta con la revoca definitiva della concessione.
L’allungamento dei termini è venuto meno e il primo effetto immediato tra le parti in contesa è che la spiaggia di Posillipo ritorna libera. Niente lettini e ombrelloni sul tratto di arenile occupato dal Bagno Elena. I Giudici Amministrativi hanno respinto il ricorso del Bagno Elena e sancito che l’Autorità di Sistema Portuale Mar Tirreno Centrale metta a bando la concessione dell’arenile di Napoli. Non c’è quindi più spazio per proroghe, ma la necessità che l’Autorità dia luogo alla rimodulazione delle aree di concessione.
Rimodulazione è la parola chiave di quanto accaduto al TAR della Campania a giugno (Sentenza n. 4623/2025) e ribadito dal Consiglio di Stato il 16 luglio (Ordinanza n. 2614/2025). Significa che l’Autorità Portuale deve, come da sue linee guida, ripensare la baia di Posillipo assicurando l’accesso libero e gratuito ad almeno il 30% della spiaggia. E individuare le aree che possono essere oggetto di un nuovo bando. Per assegnarle in concessione con un bando cui potranno partecipare i vecchi concessionari - Bagno Elena e Ideal - e tutti coloro che manifesteranno l’interesse come ha già fatto Palazzo Petrucci.
Che ha già elaborato una proposta di suddivisione rispettosa di quel 30% di spiaggia libera da assicurare a napoletani e turisti. Lo schema è simile a quello di assegnazione dei dehors dei ristoranti con gli spazi antistanti i prospetti. “Come avevo già dichiarato in occasione della sentenza del TAR, sono felice che la nostra azione abbia messo in luce un difetto macroscopico del sistema di proroghe di una concessione scaduta”, spiega Edoardo Trotta, titolare di Palazzo Petrucci. “È una vittoria per Napoli e per i napoletani che si riappropriano di un bene della collettività. Poi come già detto da anni, noi chiediamo la rimodulazione della spiaggia, come è stato anche rilevato in sentenza, per poi concorrere ai bandi per le porzioni di spiaggia effettivamente concedibili, ma che devono tutelare almeno il 30% di spiaggia libera che oggi a Posillipo non c’è”.
L’ipotesi del Beach Club Palazzo Petrucci e il 30% di spiaggia libera
Su questa base c’è l’ipotesi della suddivisione in aree in concessione e spiaggia libera. Ma in pochi giorni lo scenario corre anche più veloce. Marco Di Stefano di Federnautica e membro dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare che è organo consultivo dell’Autorità Portuale spiega in un’intervista al Mattino: “La sentenza sulla concessione del Bagno Elena non vale solo di per sé (e quindi nei confronti di Palazzo Petrucci, ndr), ma ha reso nulle tutte le proroghe del litorale napoletano”.
Quindi la disponibilità del bene pubblico ritorna all’Autorità Portuale che deve appunto gestirla e promuovere i bandi di concessione. Anche se il Comune di Napoli ha ottenuto appena tre giorni fa - spiega il Mattino - la gestione temporanea delle spiagge libere. Il Consiglio Regionale della Campania ha però da tempo approvato un Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo in cui si stabilisce appunto la soglia minima del 30% di spiaggia libera non concedibile. E alcuni Comuni, come Portici ed Ercolano, hanno acquisito i tratti di spiaggia e hanno bandito le gare. Il Comune di Napoli sta attrezzando l’ufficio tecnico di tutela del mare per gestire la situazione, ha spiegato al Mattino l’assessore comunale al Mare Edoardo Cosenza.
Quando ci sarà il Beach Club Palazzo Petrucci
Dunque si saprà solo nei prossimi giorni chi dovrà bandire la gara in tempi celeri. Il Consiglio di Stato nella sentenza destinata a ridisegnare lo scenario delle concessioni balneari, probabilmente ben oltre la spiaggia di Posillipo e la disputa Palazzo Petrucci - Bagno Elena, scrive: l’obbligo dell’Autorità di assumere celermente ogni determinazione conseguente alla cessazione del rapporto concessorio per cui è causa“. E ancora sancisce “l’immediato rilascio, senza ulteriore indugio, dell’area demaniale detenuta dall’appellante, affinché la stessa sia restituita al suo naturale uso in favore della intera collettività, ovvero immediatamente sottoposta a gara”.
Se ci fosse qualche dubbio sulla portata nazionale della decisione, Scatti di Gusto vi anticipa che il settimanale tedesco Stern ha inviato la corrispondente italiana a Napoli proprio per esaminare la questione. E comprendere gli effetti in concreto della direttiva Bolkestein sulle spiagge libere. Tema che evidentemente è a cuore dei turisti tedeschi che scelgono l’Italia per le vacanze.
Tertium non datur, o quasi. Perché nelle more dell’espletamento della gara di assegnazione potrebbe essere ri-affidata la gestione al concessionario. Ma difficilmente le associazioni che lottano per il riconoscimento delle spiagge libere in questo 30% staranno a guardare.
La Proposta di Palazzo Petrucci
Ed ecco quindi la proposta di Palazzo Petrucci per la rimodulazione della spiaggia indirizzata con una sorta di lettera aperta all’Autorità Portuale e al Comune di Napoli. “Noi vogliamo concorrere a rendere migliore la baia di Posillipo, chiediamo all’Autorità Portuale e al Comune di prevedere canoni adeguati per le concessioni e di mettere insieme le esigenze dell’interesse pubblico e l’interesse privato per offrire un servizio all’altezza della notorietà turistica di Napoli. Anche in vista di appuntamenti importanti come la America’s Cup del 2027. Napoli merita di più, è il suo momento”. Così Edoardo Trotta spiega il significato della sua idea.
Il Beach Club gastronomico di Palazzo Petrucci
“Cenare pieds dans l’eau al tramonto o pranzare in spiaggia è un richiamo fortissimo alle tradizioni dei borghi marinari che costituivano la città di Napoli. Noi abbiamo di fronte Palazzo Donn’Anna, uno dei luoghi iconici della città, che è del XVII secolo. E penso anche a Borgo Marinari prima della colmata di fine ‘800. Uno scenario incredibile per le regate dell’America’s Cup con barche iper moderne. Penso che la cucina debba esaltare questo ponte tra passato e sguardo al futuro. Insomma, sì e con forza, ai piatti tradizionali del Menu Napoli soprattutto a pranzo. Ma questa è anche l’occasione per una contaminazione offerta dalla partecipazione di barche che arrivano da tutto il mondo. E noi, come Napoli e come Italia, vogliamo altre vittorie. Non ci basta solo il 4° scudetto. Cerchiamo il successo dal mare e sul mare fino a tavola”.
Di più al momento non vuole dire su cosa proporrà alla tavola del Beach Club Palazzo Petrucci. Continua la battaglia legale per la spiaggia di Posillipo, in particolare per la fetta di costa che bagna Palazzo Donn’Anna. L’ultimo capitolo riguarda la richiesta di «sequestro della spiaggia» e si concretizza in una querela ad hoc presentata dagli avvocati di Palazzo Petrucci contro il Bagno Elena. «Si avanza istanza - si legge nel documento dello studio legale Campora - di disporre il sequestro dell’area abusivamente occupata al fine di impedire il protrarsi della condotta delittuosa e per consentire il rispetto della decisione assunta dal giudice amministrativo e l’espletamento di una gara nei tempi più brevi possibili».
Per comprendere appieno l’azione legale dobbiamo risalire a metà luglio, e alla sentenza con cui il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dello storico lido posillipino, revocando la proroga della concessione data dall’Autorità Portuale allo stesso Bagno Elena. Il Bagno Elena, dal canto suo, è al lavoro e ha liberato solo la porzione di spiaggia che sorge davanti al primo ristorante stellato di Napoli, Palazzo Petrucci, appunto, che progetta di aprire un Beach Club sul mare.
La Querela
Il punto cardine della querela presentata dai legali di Palazzo Petrucci riguarda «la pervicace occupazione dell’area da parte dello stabilimento Bagno Elena, pur dopo la scadenza della concessione e la dichiarata illegittimità dell’intervenuta proroga». In sostanza, Palazzo Petrucci, «per la tutela dei propri interessi, ha deciso di inoltrare, tramite il proprio legale di fiducia, l’avvocato Marco Campora, una denuncia-querela, anche al fine di chiedere il sequestro delle aree interessate».
«Ci auguriamo che questa nuova iniziativa legale possa portare a smuovere la situazione e a far sì che l’Autorità Portuale, per evitare ulteriori conflittualità, possa procedere al più presto con le gare per le concessioni e rimodulare così gli spazi - sono le parole del titolare di Palazzo Petrucci, Edoardo Trotta - come chiediamo da anni e come previsto dalla legge. Entro la prossima estate ci auguriamo di riuscire ad aprire il Beach Club Petrucci. E, in generale, ci auguriamo che Napoli possa farsi trovare pronta per il grande appuntamento dell’America’s Cup».
Le regole intorno alla costa, date le sentenze dei giudici e l’applicazione della Bolkestein all’orizzonte, sono destinate a cambiare. Va ribadito, però, che Bagno Elena, Lido Ideal e Lido Sirena hanno stipulato un accordo con l’amministrazione di Palazzo San Giacomo per la limitazione degli accessi sulle spiagge libere di zona.
In proposito, l’avvocato Antonio Messina, che segue il Lido Sirena di Raimondo Ciaramella, spiega che «il Bagno Sirena sta operando rispettando tutti gli impegni assunti con l’amministrazione, nel corso di questa estate. La concessione risulta attiva e in proroga, in più il Sirena sta fornendo al Comune la piena collaborazione per il servizio di monitoraggio e conta degli accessi sulla spiaggia libera della Monache. L’attività del Sirena non è attualmente in discussione. In merito al ricorso di Mare Libero di pochi giorni fa, dovrà essere soltanto regolato l’orario di fruibilità della spiaggia libera, e sarà il Comune a doversi dotare di personale per assicurare l’apertura oltre le 17.30, orario di chiusura stabilito nell’accordo».
Sole, mare e il panorama più bello del mondo hanno fatto per circa 49 anni la fortuna del Bagno Elena. L'indispensabile concessione per l'occupazione degli spazi è tuttavia scaduta e il Tar prima e il Consiglio di Stato dopo hanno dichiarato nulla quella provvisoria vantata dal gestore. Quel lido, dunque, in estrema sintesi, per la Giustizia è abusivo. Continua però l'attività, come mostrano le foto che pubblichiamo scattate stamane da Edoardo Trotta, patron di Palazzo Petrucci che affaccia proprio sul Bagno Elena.
Trotta della questione ha fatto una battaglia di legalità e civiltà dopo aver provato ogni strada per trovare un accordo col gestore per manutenere la spiaggia, garantirne la libera fruizione pro quota alla cittadinanza e anche renderla icona di bon vivre anche oltre la stagione dei bagni a mare. Ogni proposta di collaborazione è però caduta nel vuoto fino a che il patron di Palazzo Petrucci non si è affidato alla giustizia dando mandato agli avvocati Gian Luca Lemmo e Nikolaus Walter Maria Suck.
Spiaggia Libera
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che confermava la decisione del Tar sulla inoperatività della concessione in proroga, la “liberazione” della spiaggia di Posillipo sembrava cosa fatta. Una manciata di giorni fa anche gli attivisti avevano festeggiato, in attesa che le autorità competenti decidessero per il bando e per la quota di spiaggia da lasciare nella disponibilità della cittadinanza. Nei fatti, tuttavia, nulla è cambiato e il lido Bagno Elena resta esattamente dove è sempre stato negli ultimi 49 anni, con tanto di passerelle, ombrelloni, sdraio e lettini.
“Mentre i media riportano con enfasi gli esiti della maxi operazione interforze che ha portato al sequestro di stabilimenti balneari abusivi perché privi della indispensabile concessione, Posillipo sembra essere una sorta di assurda zona franca” dice a NapoliToday Edoardo Trotta, che non è per niente intenzionato ad arrendersi.
Esposto alle autorità
Pronto infatti un esposto all'Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, al Comune di Napoli/Direzione Demanio Marittimo; al comandante della Capitaneria di Porto di Napoli; e alle forze dell'ordine - Polizia municipale, Polizia di Stato e Carabinieri - in cui si chiede (chiaramente in base alle competenze) da un lato la ridefinizione degli spazi concedibili e il bando pubblico per l’assegnazione di concessione relativa all’area e dall'altro il rispetto della sentenza esecutiva che impone "l’immediato rilascio, senza ulteriore indugio, dell’intera area demaniale detenuta dalla società Bagno Elena, affinché la stessa sia restituita al suo naturale uso in favore della intera collettività, ovvero immediatamente sottoposta a gara".
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